persone anaffettive

Persone anaffettive: come riconoscerle e come difendersi. Le relazioni con gli altri si fondano su dei rapporti, professionali, di amicizia, di conoscenza che spessissimo implicano gli affetti, i contatti, l’empatia ma anche l’antipatia, l’odio, in pratica i sentimenti.

Quando nelle relazioni, indipendentemente dalla tipologia, manca il sentimento si parla di anaffettività. E’ difficile gestire le persone anaffettive, soprattutto quando il rapporto che ci lega a loro presuppone, nella normalità, la presenza di sentimenti.

Chi sono le persone anaffettive?

Con il termine di persona anaffettiva si intende chi non è in grado di esternare sentimenti ed emozioni, se non in modo funzionale ossia se non per un preciso scopo o per perseguire un obiettivo. Si tratta quindi di un affetto forzato, di convenienza, che non ha nulla a che vedere con l’empatia, si tratta di una forma di opportunismo. Ma gli anaffettivi provano sentimenti? Si, li provano ma non li manifestano, non ne fanno una priorità e li “usano” al bisogno.

L’ anaffettività è una condizione più o meno patologica, che si riflette su tutti gli aspetti della vita sociale e relazionale, soprattutto nei rapporti con i familiari, con gli amici e con il partner.

Oggi le persone anaffettive sono in continuo aumento in quanto stanno aumentando i presupposti che generano l’anafettività: l’individualismo, l’egoismo, il senso del giudizio, la competizione, il singolarismo, il materialismo. Questi elementi rendono vita facile all’aneffettivo che, di conseguenza, prolifera.

Anafettività: le cause

L’anaffettività è una vera e propria difesa volta ad evitare che le emozioni possano ferire. Un po’ come il narcisismo.

Generalmente le cause dell’anafettività sono da ricercarsi nei rapporti con la famiglia, in primis con la madre. Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby gli anaffettivi hanno avuto uno dei due genitori (soprattutto la madre) anaffettivi e proprio i genitori hanno trasmesso loro questo stato.

Ma l’anaffettività può anche essere la conseguenza di un trauma.

Come riconoscere le persone anaffettive

L’ anaffettività ha molti elementi in comune con altri disturbi come dil narcisismo, seppur si tratta di disturbi della personalità che hanno origini diverse.

Chi soffre di anaffettività è freddo e distaccato e arriva anche ad evitare il contatto fisico, si sente a disagio ed in imbarazzo nel momento in cui viene toccato o abbracciato.

I sintomi che accomunano le persone anaffettive sono:

  • l’esagerata attenzione verso sé stessi
  • l’incapacità di accettare critiche e di essere autoironici
  • l’incapacità di scherzare.

Generalmente le persone anaffettive sono molto prese dal lavoro, in quanto si tratta della parte della loro vita più distante dalle emozioni e dall’intimità.

Come rapportarsi con le persone anaffettive

Le persone anaffettive andrebbero evitate, ma qualora questo non fosse possibile occorre imparare a gestirle e soprattutto a difendersi da loro. In particolare chi è empatico, emotivo e sensibile potrebbe essere “schiacchiato” da un anaffettivo.

Mantenere la giusta distanza, non consentire che il potere che intendono esercitare su di voi sortisca gli effetti sperati sono i presupposti per gestire il rapporto con un anaffettivo. Sapere che si ha a che fare con una persona anaffettiva è già il primo importante passo per non farsi travolgere. Ovviamente la persona anaffettiva non va giustificata, si deve semplicemente prendere atto che soffre di questo disturbo comportamentale e ci si deve chiedere se si è disposti a subire (perchè di questo si tratta) tutto quello che questo comporta: la mancanza di empatia, la mancanza di complicità e di tutti quei sentimenti che sono vitali nei rapporti.

Qualora il rapporto non si possa evitare, allora lo si deve saper gestire con il dovuto distacco, con la consapevolezza che chi pare voler ferire noi, o che pare disinteressarsi a noi, o che si interessa a noi solo ed esclusivamente per suo interesse, per opportunismo, in realtà sta facendo un torto a sé stesso.

E’ importante sottolineare che la persona anaffettiva può affidarsi alla terapia. Un’analisi adeguata può non solo diagnosticare questo disturbo comportamentale e trovarne le cause ma anche indicare un percorso per uscire da questo stato così poco gratificante.

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