La politica degli inetti

La politica al tempo degli inetti.

soldi_politiciAlla luce dell’anno trascorso ci si ritrova a fare i conti con ciò che si ha fatto e ciò che i buoni propositi dei personaggi politici davano per fatto ancora un anno fa.

La politica italiana, un’argomento noioso, talvolta fastidioso da intavolare, ma chi realmente è toccato dalle scelte politiche che ogni giorno dell’anno condizionano la nostra vita? Tutti, nessuno escluso. Per mia natura, polemica e razionale al contempo, prima di dare un voto di fiducia ci penso molto, osservo, la saggezza di San Tommaso non è forse proverbiale poichè ne è passata la sua sfiducia al dogma, ma se così ci approcciamo alle istituzioni comprese quelle religiose, il giorno del risveglio sarà sempre una cocente delusione. Il denominatore comune della società di oggi che ha perso i concetti di fratellanza legati alla civiltà contadina, il rispetto della terra, del ciclo della natura e della semplicità delle cose, è l’amara visuale del fatto che le persone, tendenzialmente coloro le quali hanno poteri, non fanno qualcosa per me, per voi o per la collettività, non in modo altruista e cristiano ma badano bene a foraggiare il loro mulino. Per farlo non si preoccupano di deviare il letto di un fiume distruggendo interi villaggi, ne si preoccupano di favorire il povero e l’onesto laborioso a discapito del ricco amico. Eh si miei cari amici, il simile chiama il suo simile, i poteri si accentrano ed è l’ordine delle cose. Se abbiamo visto secoli di monarchie assolute, di dittature prima dell’avvento delle democrazie, è proprio per questa regola sociale, una delle piu’ forti forse, che vede un piccolo gruppo destinato a dominare sugli altri. Non siamo forse noi uomini sulla Terra all’inizio della catena alimentare? Eppure ci sono milioni di animali in quantità superiore alla nostra e l’elezione diventa antropologicamente naturale, un’oligarchia di concetto e di fatto che va ad interrompere quel principio di continuità e fluidità del simile in senso antropomorfo.

Questa premessa è un’idea costruita nel tempo, l’omogeneità di caratteristiche umane all’interno di taluni gruppi non è garantita, forse una forma di evoluzione anche questa….ma sta di fatto che non ci viene, a noi normali del mondo, garantito un beato niente ed inoltre è interessante notare che non sono i migliori ad accentrare potere, ma nemmeno i piu’ dotati, i piu’ intelligenti. Questa notazione tenetevela a mente quando guardate i gruppi radicali, che sia destra o sinistra, SOPRATTUTTO QUELLI CON TENENZE DISCRIMINATORIE ove troverete quasi sempre reietti della specie e subumani con difficoltà fisiche e mentali piu’ che evidenti. Con l’avvento della democrazia dovevamo dimenticare il sopruso del pensiero singolo e dominante sulla collettività, dovevamo dimenticarci l’orrore della schiavitù’ di pensiero e di fatto, ma poiché la regola per l’accentramento  di potere negli uomini è sempre la stessa, ci ritroviamo nel 2015 ad essere ancora invischiati nei problemi medioevali o forse paleolitici solo con vestiti diversi . I politici riescono a farsi strada nei cambiamenti enormi che ha visto questo paese pur mantenendo sempre la stessa classe INETTA. Strano? No, le regole sociali sono apparenza, la giustizia dei poveri non è esempio nei libri ma lo è il salvacondotto del tiranno, l’eleganza del marchese, la retorica del professore e l’eloquenza del prefetto. “Ma come parla bene il nostro Presidente!” o “Ma che eleganza da principe che ha quel ministro” ecco in cio’ in cui si perde quella parte di popolazione che comanda realmente dando e offrendo a larghe mani il potere agli inetti…. di essere eletti.  Perché una classe politica ha potere solo quando legittimata dal popolo, questo lo scordiamo spesso.

Gli uomini giusti sono pochi, perciò tendo a non credere nel concetto della giustizia dal basso, credo piu’ nel concetto di cristianità forse, quando l’uomo giusto è l’esempio vivente per altri e mano a mano il verbo si espande cercando di ricreare ed educare una società di giusti.  Cos’è cambiato dal medioevo? Forse il cambiamento si basa sul concetto formale e non di sostanza, il mezzo di comunicazione è mastodontico, imperativo e condizionante, quando un tempo una bugia di bocca in bocca cambiava forse aspetto o meritava l’attenta disamina del concetto oggi è sufficiente che passi d’orecchio in orecchio in numero altissimo e la cosa è fatta. Allora ripetere una bugia 100, 1000 o un milione di volte la farà diventare verità assoluta scritta nei libri di scuola. Questo è il grande bluff della nostra civiltà, credere in queste verità , non accorgersi che la sostanza qualsiasi sia la forma in cui è espressa è contaminata, corrotta. Così sopravvivono i poteri forti, quegli eletti che in meritocrazia non avrebbero nulla.

Alla luce dell'anno trascorso ci si ritrova a fare i conti con ciò che si ha fatto e ciò che i buoni propositi dei personaggi politici davano per fatto ancora un anno fa. La politica italiana, un'argomento noioso, talvolta fastidioso da intavolare, ma chi realmente è toccato dalle scelte politiche che ogni giorno dell'anno condizionano la nostra vita? Tutti, nessuno escluso. Per mia natura, polemica e razionale al contempo, prima di dare un voto di fiducia ci penso molto, osservo, la saggezza di San Tommaso non è forse proverbiale poichè ne è passata la sua sfiducia al dogma, ma se così ci approcciamo alle istituzioni comprese quelle religiose, il giorno del risveglio sarà sempre una cocente delusione. Il denominatore comune della società di oggi che ha perso i concetti di fratellanza legati alla civiltà contadina, il rispetto della terra, del ciclo della natura e della semplicità delle cose, è l'amara visuale del fatto che le persone, tendenzialmente coloro le quali hanno poteri, non fanno qualcosa per me, per voi o per la collettività, non in modo altruista e cristiano ma badano bene a foraggiare il loro mulino. Per farlo non si preoccupano di deviare il letto di un fiume distruggendo interi villaggi, ne si preoccupano di favorire il povero e l'onesto laborioso a discapito del ricco amico. Eh si miei cari amici, il simile chiama il suo simile, i poteri si accentrano ed è l'ordine delle cose. Se abbiamo visto secoli di monarchie assolute, di dittature prima dell'avvento delle democrazie, è proprio per questa regola sociale, una delle piu' forti forse, che vede un piccolo gruppo destinato a dominare sugli altri. Non siamo forse noi uomini sulla Terra all'inizio della catena alimentare? Eppure ci sono milioni di animali in quantità superiore alla nostra e l'elezione diventa antropologicamente naturale, un'oligarchia di concetto e di fatto che va ad interrompere quel principio di continuità e fluidità del simile in senso antropomorfo. Questa premessa è un'idea costruita nel tempo, l'omogeneità di caratteristiche umane all'interno di taluni gruppi non è garantita, forse una forma di evoluzione anche questa....ma sta di fatto che non ci viene, a noi normali del mondo, garantito un beato niente ed inoltre è interessante notare che non sono i migliori ad accentrare potere, ma nemmeno i piu' dotati, i piu' intelligenti. Questa notazione tenetevela a mente quando guardate i gruppi radicali, che sia destra o sinistra, SOPRATTUTTO QUELLI CON TENENZE DISCRIMINATORIE ove troverete quasi sempre reietti della specie e subumani con difficoltà fisiche e mentali piu' che evidenti. Con l'avvento della democrazia dovevamo dimenticare il sopruso del pensiero singolo e dominante sulla collettività, dovevamo dimenticarci l'orrore della schiavitù' di pensiero e di fatto, ma poiché la regola per l'accentramento  di potere negli uomini è sempre la stessa, ci ritroviamo nel 2015 ad essere ancora invischiati nei problemi medioevali o forse paleolitici solo con vestiti diversi . I politici riescono a farsi strada nei cambiamenti enormi che ha visto questo paese pur mantenendo sempre la stessa classe INETTA. Strano? No, le regole sociali sono…
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