costo ecommerce

Costo sito ecommerce

Sito ecommerce – presto e bene e GRATIS

Il titolo è quanto costa fare un sito ecommerce ma dovremmo chiederci se ci serve un sito ecommerce!

Quante pagine sugli ecommerce sono state scritte? Non le contiamo. Do il mio piccolissimo contributo, in un articolo che dovrà arrancare nelle serp zeppe di gente che non vede l’ora che clicchiate sul loro sito, e compriate uno splendido ecommerce che vi farà rimpiangere di non aver investito quel denaro in un bel viaggio!

Non vorrei sembrare polemica, anzi, la mia disamina parte da alcuni case study e dall’analisi di chi propone siti ecommerce. Partiamo dal concetto di gratis, dovete sapere che di gratis non c’è niente al mondo, se non l’amore (e nemmeno sempre eheh). Il gratis è uno specchietto per le allodole, spero che questo articolo non si posizioni con ecommerce gratis perchè mi dispiacerebbe, ma pazienza, procediamo.

Voi potreste anche riuscire a creare un sito ecommerce gratis, magari un ecommerce worpdress o uno di quei siti che si costruiscono come i Lego  ma da qui a renderlo funzionale e a guadagnarci qualche euro passa una grossa differenza. Tutti quegli ecommerce che vedete sponsorizzare in fb “vieni, con due click avrai un meraviglioso ecommerce” (Flazio Wix and co per intenderci)  beh, sappiate che quelli, proprio quelli sono difficilissimi da posizionare, proprio perchè sono scatole di lego, potete far uscire quel che vedete in confezione, ma vi sfido a crear un castello se la scatola  dei lego è predisposta a crearci una bettola.

E’ come ricevere in regalo un locale vuoto, senza licenze di gestione, senza mobili, senza merce, e pensare che basti per avviare un’attività, o meglio aspettarsi un reale guadagno. Dunque se anche TU vuoi aprire un ecommerce la prima domanda che devi assolutamente porti non è quel’è il costo di un ecommerce ma dovrebbe essere:”Quale prodotto o servizio propongo?”. Perché il prodotto arriva prima ancora del marketing, a meno che tu non sia un genio…uno di quelli che inventa un tormentone…ma anche in quel caso a lungo termine resti senza lavoro.

costo ecommerceQuale prodotto vendere in un sito ecommerce?

Il prodotto o servizio (insisto poichè non è detto che si tratti di un bene fisico) è l’elemento chiave, e deve avere tre caratteristiche

  1. essere commerciabile online
  2. essere competitivo
  3. essere un buon prodotto di qualità.

Se vendi banane, pur essendo banane di gran qualità, ma le vendi a un prezzo superiore alla media, hai le ore contate. Idem per moltissimi prodotti da ecommerce, non per tutti perchè in alcuni casi il prezzo superiore, supportato dal brand e da una sapiente strategia pubblicitaria, potrebbe essere la chiave giusta, ma io vi parlerò del generale non dello specifico.

Aprire un sito ecommerce non è semplice e non è gratis, anzi prevede già dalle basi un grosso  impegno economico, non ve la cavate con un migliaio di euro, senz’altro non se avete più prodotti e se competete in serp difficili. Costruire l’ecommerce perfetto non è un gioco da ragazzi, ci sono moltissime persone che millantano grandi risultati, parlano di siti statiti e siti dinamici (si, ancora oggi, che siamo nel 2018) e hanno anche il coraggio malsano di esporre i loro portafogli clienti.

Scelte grafiche dell’ecommerce – Il migliore tema per siti ecommerce

Ora, al di là del fatto che le scelte grafiche siano fondamentali, concordo anch’io che appesantire al massimo un sito per metterci ogni sorta di effetto grafico che ‘fa figo’ non vada bene, ma un minimo di dignità artistica un sito la deve avere. Vi siete mai trovati a cercare qualcosa di specifico online, perchè magari vi serviva un pezzo di ricambio, un particolare d’arredamento, non saprei, qualcosa? A me è capitato cercando un termostato per il motore della barca, sono capitata in siti terribili, datati, di quelli che sembrano fatti negli anni 90, e non mi hanno dato nessuna certezza per l’acquisto. Non parlo solo del protocollo di sicurezza, parlo proprio dell’impatto grafico che sa di vecchio, ti da l’idea che non sia più in funzione, che spedisci i soldi a qualcuno che è morto, o che ha la demenza senile..

E’ necessario che il vostro sito ecommerce rispetti un minimo le tendenze grafiche del momento, potete scegliere fuochi d’artificio, parallax, quel che volete, ma non potete presentarvi nelle serp con la vostra paginetta incolore e insapore pensando di acchiappare il cliente. La grafica di un ecommerce specialmente in alcuni settori è fondamentale.

A proposito di sicurezza dell’ecommerce

Ho nominato il protocollo di sicurezza che da tempo Google richiede. Non è una leggenda metropolitana, la sicurezza in un sito, nonostante ancora molti utenti siano ignari dei pericoli potenziali di un sito non sicuro, è importantissima. Dovrete fare attenzione a tutta la sicurezza del vostro ecommerce, e adeguarvi alle leggi in materia di trattamento dati. Prima di aprire un sito ecommerce io consiglio vivamente un consulto con un commercialista esperto in ecommerce appunto. Tute le questioni legali sono da tenere in forte considerazione. Ivi comprese le politiche di reso.

Analizzando il portafoglio clienti di aziende che costruiscono siti commerciali.

Ho voluto perdere qualche ora nell’aprire uno a uno i siti di un portafoglio clienti. Non menziono i colleghi perchè sono diplomatica e tendo a non infierire, ma in certi casi ce ne sarebbe. Prima di criticare me, sappiate che io non propongo ecommerce. Nell’analisi emerge che moltissimi siti o non sono più in funzione, visto che la mortalità è altissima, o non producono alcun traffico. Questo perchè? Perchè posizionare un ecommerce significa molte cose, dal brand che deve essere riconoscibile, ad un lavoro costante nell’aggiornare prodotti, nel cercare le novità.

La tecnica di posizionamento andava benissimo probabilmente 4-5 anni fa, tutti i questi siti (quelli ancora online, alcuni sono scomparsi proprio) sono in caduta libera, senza paracadute, e non servono a niente. Dunque, siccome questa stessa azienda promuove il fatto che un sito vetrina sia sufficiente così, ma debba portare visibilità, non ci siamo. Specialmente se stai chiedendo al tuo cliente 3-4 mila euro. Non mi frega molto se tu, per farmi 5 pagine, ci metti 5 giornate perchè vuoi scriverle con il calamaio e la penna d’oca, mi interessa lo scopo finale, la conversione e l’arrivo di clienti.

Ci sono alcuni settori nei quali il costo di un sito ecommerce è davvero alto, io sconsiglio apertamente la costruzione di ecommerce in queste aree :

  • ecommerce tech telefonini pc etc
  • ecommerce di abbigliamento (ad esclusione di prodotti artigianali, di nicchia)
  • ecommerce  food generici ( ad esclusione di ecommerce specializzati in prodotti di nicchia)
  • ecommerce prodotti di bellezza (nail art anche)
  • e potrei dire ecommerce che come competitor assoluto si trovino Amazon

Parliamo della piattaforma sulla quale far girare il nostro ecommerce, io considero wordpress un ottimo CSM per quanto riguarda blog, siti vetrina, semplice e fruibile da tutti, non è necessario conoscere la programmazione, si può aggiornare da soli e via dicendo, ma senza dubbio non è il “csm d’eccellenza per un ecommerce”. Abbiamo prestashop, che naviga bene, Magento, che costa molto, e tantissimi altri come OSclass (di annunci ma integrabile con multivendor), OpenCart e via dicendo.

E infine abbiamo il tema proprietario, quel folle che decide di pagare fantamilioni ad una web agency per avere un sito fatto a mano, e qui, ragazzi, io non dico nulla. Cioè, voi dovete posizionarvi in una piccola provincia per vendere boomerang artigianali, e vi fate fare un sito in html? Va beh..beati voi.

Come scegliere chi ci farà il sito ecommerce

Voglio dare ai non addetti ai lavori un metodo per capire se chi vi vuole fare l’ecommerce o anche un sito normalissimo vi sta prendendo in giro o no. Intanto non fidatevi mai delle testimonianze, non credo nemmeno che serva dirlo, un tempo quando ho iniziato a mettere il naso sull’ambiente seo italiano sono stata “truffata” da una agenzia web abbastanza conosciuta (ora scomparsa, viva Dio). Non vi dico la rabbia nello scoprire di aver dato 2500 euro a sta web agency toscana che non solo non aveva investito risorse nel posizionamento di 4 key (all’epoca questo mi serviva) ma ha avuto l’arroganza/stupidità di inserire nelle 4 pagine dei testi copiati, facendomi incappare in una penalizzazione senza precedenti, quel sito zoppo, solo dopo 3 anni sono riuscita a farlo arrivare in prima pagina con le 4 keyword che volevo e tutte le correlate, e ora l’ho venduto già posizionato, al valore di rendita attuale.

Tuttavia anche se la mia vecchia agency è deceduta, per buona pace di tanti clienti presi in giro, ce ne sono molte altre, anche piuttosto blasonate. Proprio di recente ho discusso con una cliente che si è fatta convincere da una di quelle grosse aziende, quelle che producono siti modello catena di montaggio. Le spiegazioni che le sono state date sono al limite della denuncia per truffa, magari truffa semantica, ma non essendo un settore regolamentato è difficile anche denunciare. Ipotizziamo che questa persona volesse un sito per vendere thè. Questo colosso le propone delle keyword imbarazzanti, a preventivo, che lei accetta proprio perchè non sa di cosa stiano parlando esattamente. Tipo : smercio di thè fruttato o thè color nero, o ancora thè del macaco. Alla faccia! Una volta spiegato che quelle parole non vengono cercare da nessuno, ha tentato di farsi valere con l’azienda, e per risposta le è stato detto ” ma guardi che lei con the del macaco è già posizionata! Stia felice!”. Ci ridiamo su, ma vi assicuro che questa gente rovina l’ambiente già colmo di imbroglioni. E i costi di questo ecommerce sono di oltre 4 mila euro!!! Così come tanta tanta gente convinta di avere un sito posizionato, perchè cercando su google, senza aver pulito dai cookie, o inserendo il proprio nome e cognome, si trovano. Viva Dio!

Vi posso anche dire che le poche web agency che davvero fanno bingo, non le trovate che si ammazzano su fb per farsi un nome, ne fanno articoli come il mio pensanti e illeggibili, lavorano bene, la gente lo sa, si fanno strapagare ma i risultati li portano.

Volete scegliere un’agenzia per il vostro ecommerce? Lasciate perdere le testimonianze, andate ai siti che hanno fatto, e inserite l’url della home in un qualsiasi tool, io mi sono affezionata a Seozoom, non sarà perfetto ma secondo me è estremamente indicativo, e dopo aver analizzato centinaia di siti so anche quali grafici siano verosimili e quali no, perchè i dati possono essere gonfiati per ragioni che non posso spiegarvi ora. Dunque, se è il sito di un avvocato, per fare un esempio, vedete dove opera l’avvocato, in quale città, se parliamo di piccole provincie italiane, essere in prima pagina non è da eroi, ma è il minimo sindacabile, mettetevelo per iscritto. Se invece parliamo di qualcosa su cui è necessario avere una buona professionalità, come può essere avvocato Roma, che è certamente più impegnativo,  in quel caso si misurano le competenze.

Ci sono keywords elementari, capite al volto anche se non avete nozioni di web che pubblicizzarsi in mezzo ad una miriade di concorrenti in una grossa città è più complesso che farlo in paesi di Provincia, e se le key diventano più impegnative e non sappiamo cosa vale e cosa no? Utilizzate Seozoom ad esempio, volete sapere a grandi linee la difficoltà di una keywords? La inserite nella ricerca di questo tool, e vi darà la difficoltà, i vostri competitor, le correlate e tutte le info utili per capire il tutto.

Un altro esempio molto pratico, qualche settimana fa una ragazza mi ha contattato per un sito web, la sua passione è il makeup e vorrebbe specializzarsi nella vendita di trucchi professionali.  Qui la ragazza si doveva presentare con un assegno in bianco se davvero avesse voluto proporre un ecommerce, ma chiaramente visto che il panorama italiano dei web master ha ridotto l’ambiente a una gara tra cuggini, le persone non hanno alba di cosa costi davvero un sito funzionale e commerciale, e pensano di cavarsela con 500, 1000 euro. Per concorrere nelle serp del makeup, non solo c’è bisogno di una base solidissima, di un sito altamente mobile, leggero, sicuro, di posizionare centinaia di prodotti o categorie di prodotti, ma c’è bisogno di essere un brand, o una influencer. Per dirla tutta, questa ragazza forse farebbe meglio a pensare di costruirsi una sua reputazione su altri canali, come youtube, ma ci vogliono anni, strumenti, pazienza, e non è ancora facile. Se vi chiedete il costo di un sito  ecommerce che venda quello che vende sephora, amazon, e altre compagnie, siate pronti ad investire ingenti somme di denaro, e non parliamo di 20 mila euro ma  di più (a meno che non facciate un grandissimo lavoro sul campo, impiegando anni di prove e studio per imparare come posizionare un ecommerce) .

Costruire un ecommerce che vi renda e vi faccia guadagnare, è un impegno che raramente volge a buon fine, ci sono migliaia di ecommerce che galleggiano nel mare del web nazionale, e che dopo un paio d’anni vengono chiusi perchè non vendono, non diciamoci altro che la verità, piuttosto aprite un negozio su ebay, o appoggiatevi ad amazon se ritenente di avere prodotti buoni e vendibili, se poi sarà un successo senza precedenti, potreste pensare al vostro negozio e-commerce.  Non credete alle favole, e vi risparmierete tempo, fatica e soldoni.

Riassumendo, chi desidera un ecommerce deve verificare in primis la commercializzazione, se vendete mattoni, pensate che probabilmente la spedizione inciderà talmente tanto nel prezzo finale da non valer la pena di acquistare da voi, a meno ce non proponiate un costo davvero davvero inferiore alla media.

Il mio ecommerce non funziona

Si può sistemare un e-commerce che non funziona? Si e no, spesso è meglio buttare via tutto e lavorare ex novo, perchè come dicevo molti ecommerce nascono senza competenze, con siti prestampati che non danno possibilità, se non con ore e ore di lavoro, dunque al limite si salva il dominio, e si procede da capo. Se il vostro ecommerce è penalizzato da scelte scriteriate, davvero non piangete troppo, recuperarlo a volte è più costoso del costruirlo. Indicizzazione selvaggia a parte, grande capitolo dei Seo non Seo.

Prevenite le delusioni e siate lungimiranti, niente arriva dal niente. Seguire un ecommerce è un grande sacrificio che prevede una grande passione, non fatturerete quasi niente i primi mesi, dovrete costantemente controllare il sito, aggiornarlo, e la parte seo dell’ecommerce non finisce alla consegna dell’ecommerce stesso, ma prosegue sempre. Se avete in mente di aprire qualcosa low cost, provate con una bancarella di braccialettini alle Canarie, forse vi darà più soddisfazioni 😀

 

 

 


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