White Rabbit e il Bolero

White rabbit or Bolero?

grace-slinkGenialità e follia, nella musica funziona così?White Rabbit, il coniglio bianco, protagonista della canzone emblema della tenace Grace Slick. Cosa hanno in comune White Rabbit e il Bolero?  Ve lo spiego qui.

Qualunque pezzo musicale io ascolti è contaminato, il cervello va alla pari con le emozioni, cerco la nota, scompongo l’armonia, intuisco le contaminazioni. Oggi mi è capitata tra le mani la celebre White Rabbit, e l’ho ascoltata attentamente, questo ritmo incalzante, questa voce quasi fastidiosa di Grace con il suo vibrato stretto (foriero di noduli, ho scoperto poi che è stata per tre volte operata, in wiki la colpa la si da ai microfoni d’un tempo, in realtà la forzatura per un’addetta ai lavori si sente)…affascinante.

Senza ombra di dubbio la contaminazione è chiara, così leggo nella biografia: “amore per la musica e la cultura spagnola“. Grace non era una scoppiata senza cervello, una velina o una di queste cantanti sfornate da chissà quale prova orale. Grace la sua cultura musicale ce l’aveva, non è arrivata a Woodstock perché era una strafiga, ne per favoritismi. Vorrei far capire questo, a chi comincia a cantare, a studiare musica e fa di Gigi d’Alessio o Marco Carta il proprio idolo, vorrei far entrare in quelle zucche vuote che la musica è l’arte suprema, che non si verrà ricordati nella storia se la propria carriera è partita da una spinta, non può esistere storia della musica che vi nomini se non avete sputato sangue, nel vero senso della parola, e sofferto sui libri, e capito quello che avete letto magari.

La Grace, in pieno acido, sapeva scrivere una canzone del calibro di White Rabbit, con contaminazioni derivate dalla musica di M. Ravel. Il Bolero lo conosciamo, se non di nome “di suono” sicuramente, la dinamica delle percussioni che interagiscono con la melodia suonata dai fiati, un’esplosione controllata, impossibile non amarla. Ravel era un folle, soffriva di una neuropatia degenerativa, una forma particolare di demenza, a modo loro questi due si assomigliano. Non pensate che solo negli anni 60/70 i musicisti fossero fuori, erano fuori anche un secolo prima, Rach sognava il suo funerale e lo componeva, Chopin era certo ci fosse un fantasma nel suo coda, e molti altri così, ma il denominatore comune, quello che avvicina queste persone toccate (forse troppo violentemente) dalla mano divina, è la cultura, il genio coltivato dalla cultura.

Vi invito all’ascolto, prima del bolero, in una sua parte, e poi di white rabbit. Cercate di capire le somiglianze, se ci riuscite avete qualche possibilità, se non ci riuscite, tornate a far fiorire le statistiche del gamgnam style (che non so come si scrive, ma questo per me è un onore).  Maurice Ravel compose il Bolero, la sua più grande opera riconosciuta in tutto il mondo con il solo emisfero destro del cervello, il sinistro pare fosse fuori uso. Grace Slink, compose White Rabbit con il cervello in acido. Non ditemi che il parallelismo non è fenomenale, genio e follia portati avanti dalla medesima visione entro un tempo che tempo non è. Buon ascolto..

“Grace e Maurice, io vi dichiaro, marito e moglie.Maurice, puoi dare un acido a tua moglie!”


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