Viaggio in Moldavia

Viaggio in Moldavia, est Europa

Viaggio in Moldavia tra ricordi e fascino decadente.

Repubblica Moldova, l’Italia degli anni 50.

moldavia4 032 (FILEminimizer)Specifico che questo Viaggio in Moldavia, o Moldova, come preferite, aprirà la categoria dei viaggi che saranno descritti come racconti, questa non è tutta la Moldavia, vi prego di non leggerla in chiave critica, io ho voluto scrivere questo racconto non in disprezzo alla povertà di “alcune realtà” della Moldavia. In Moldavia infatti esistono monumenti belli, locali alla moda, catene di ristoranti, le cantine più grandi d’Europa, e persone che hanno costruito e ricostruito le loro case con bagni in casa e ceramiche di pregio, così come tutti i comfort modello europeo. Rispetto alle persone, ho evitato di scrivere gli aspetti negativi, la truffa subita in termini lavorativa proprio perchè appartengono a una realtà cosmopolita, tra l’altro per molti aspetti gestita da italiani, i moldavi che ho conosciuto, come il padrone di casa a Chisinau e la sua bellissima famiglia, o la mia amica e i suoi conoscenti, mi hanno riportato a una forma di accoglienza che RARAMENTE in Italia si può trovare, con il gusto autentico di chi non vive nella cultura dello spreco, delle culture contadine e molto altro. Per organizzare il vostro viaggio potete comprarvi una guida qualsiasi, googolare o andare in agenzia, ma ci sono viaggi male organizzati che restano comunque nel cuore e questi racconti hanno lo scopo di voler passare le emozioni più che i fatti. E questo viaggio in Moldavia lo conserverò nel cuore per sempre. Viaggiare per andare negli alberghi a 5 stelle, senza contatto con il popolo, con le abitudini reali non ha senso, almeno per me.

Partire è un po’ come morire? Per qualcuno è così, chi ha la sensazione che non sia mai tutto a posto, che ci si dimentichi qualcosa, che si verrà arrestati in aeroporto è un tormento. La notte prima della partenza non dormo mai bene, mi sveglio con ansia e penso che l’aereo cadrà. Non è mai successo, e di recente ho scoperto che è più facile che io muoia cadendo dal letto che non prendendo un’aereo. Allora partiamo, in viaggio per la Moldavia, uno dei paesi meno visitati al mondo, credo settimo nelle classifiche. Perchè la Moldavia? Perchè la donna delle pulizie arrivava da quel paese, dove tutto nei racconti fa ricordare l’Italia anni 50, e perché alla ricerca di nuove terre da vagliare come eventuale casa. Lo sapete che in Italia si lavora al 70% per pagare dei contributi fiscali vero? Non tutto il mondo è così, in Moldova si paga molto meno ma questa è un’altra storia che merita una pagina a sè visto che la scelta di aprire una società in Moldavia è un business garantito per chi te la apre, e non per te… seguitemi per saperne di più.

La partenza per il nostro viaggio in Moldavia è da Treviso, ci sono diverse linee aeree ma noi abbiamo preso Air Moldova, non capisco onestamente perché esistano le compagnie ‘high cost’ quando con lo stesso mezzo e molti meno danari puoi arrivare sano e salvo a destinazione. Beh, l’arrivo è di sera, l’aeroporto della capitale Chisinau è dignitoso, ma certamente ci rendiamo subito conto di non essere in una nazione turistica o in un polo d’affari, anzi sembra forse più un mercato rionale. Già nell’aereo gli italiani erano pochi, qualche signore attempato con la giovane badante della nonna, famiglie che rientravano per le vacanze natalizie (si, il periodo era a cavallo tra novembre e dicembre) e i soliti 3 sfigati provenienti dai forum su ” viaggio in Moldavia e come farsi una ragazza strafiga nell’est europa”, oltre a noi un sacco di borsoni, scatole e valigie piene di spaghetti Barilla, tonno in scatola e parmigiano. Ci sono dei prodotti che si fatica a trovare in Moldova e molte badanti portano a casa questi souvenir made in Italy.

Park gratis per calesse

Park gratis per calesse

Ad attenderci fuori dall’areoporto la nostra amica (che non poteva credere a questo viaggio in Moldavia )  accompagnata dal tassista d’eccezione, rigorosamente senza licenza e con una macchina che non ho mai visto se non in qualche foto dei nonni. Saliti in macchina vedo subito il cartello che indica a sinistra Tiraspol (la Transnistria, una terra di confine per armi, droga e un po’ di old Urss) dall’altra parte il resto. La Moldova è piccolissima, la percorri in poche ore di macchina, gli stradoni di notte non sono illuminati, e la paura più grande del nostro tassista Sergio è di incontrare una pattuglia. Lì tutto si paga, se li incontri e hai bevuto paghi, ed è meglio che tu lo faccia, se invece hai un fanale rotto.. paghi, ed è sempre meglio che tu lo faccia. Il grosso problema è che avere due italiani in macchina fa salire il costo della multa. E’ da tenere presente che un viaggio in Moldavia non è frequente, non sono molto abituati a forme turistiche e quindi bisogna adattarsi agli usi del posto.

Va tutto bene e ci dirigiamo fuori Chisinau, che a mala pena vediamo perchè immersi nel buio, e forse un po’ storditi da una perdita di gas della macchina di Sergio. Direzione nord est distretto di Calarasj, in una piccola frazione, dove abita questa amica, un paesino insomma nel quale abbiamo deciso di dormire la prima notte, Un po’ per non essere legati a loro e un po’ per la puzza sotto al naso che conservo, fortunatamente avevamo prenotato dal giorno seguente un appartamento in centro con Airbnb per proseguire il nostro viaggio in Moldavia. Molti di noi non possono capire , soprattutto i più giovani, cosa sia la vita in un paese di provincia della Moldova, ma anche della Romania se vogliamo. La vita è più dura, le strade non asfaltate  e piene di buche a volte non consentono di arrivare sino alla casa con la macchina, entrare in quel paesino sapendo che intorno nel bosco si avvistano spesso dei lupi mi ha dato la sensazione di essere nel film  “Fracchia contro Dracula”. Avevo paura, si, ma per fortuna conoscevo bene la signora moldova che mi ospitava ed ero certa che avrebbe fatto di tutto per accoglierci a braccia aperte.

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Casa di paese di Moldavia

La casa sembrava quella di Pippi Calzelunghe dopo un bombardamento.

Grande, su un piano e divisa in due a ferro di cavallo, l’aia piena di animali da cortile, il fumo che esce dal camino rotto, le finestre di carta velina. Una sensazione di malinconia, di paura, un mix di vite che non comprendiamo e che spesso critichiamo abituati a degli agi che non sono nemmeno considerati tali. La cucina è calda, la stufa è tutt’uno con il muro, la pittura fresca di rosa bambola e di azzurro nella camera, le pitture che usano da noi i rom per dipingere le loro vecchie case, forse perché costano poco o forse per i gusti diversi. La tavola è piena di cose da mangiare, ci sono i vicini, i cugini che non portano lo stesso cognome (avete mai notato?) e la coinquilina, perché li funziona così, quando una viene a lavorare in Italia non può abbandonare la sua casa, la sua terra in balia dei balordi, il senso di proprietà non è uguale al nostro, e lascia spesso qualche signora amica o mezza parente a guardia della casa e magari, come nel caso loro, della vecchia matriarca.

Piatti tipici? Insalata russa, aringa affumicata, come dice la nostra amica il sushi moldavo, non male per niente, insalata di rape, patate, pesce mai visto ne riconosciuto, uova e l’immancabile povera anatra immolata per l’evento.

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Tavola di benvenuto

Il mangiare carne, eticamente per me è sbagliato nella misura american Style, ma nei paesi poveri torniamo alla civiltà contadina ed è un rapporto diverso. Ad ogni modo finita la cena ci viene lasciata la

camera padronale, con dei tappeti al posto degli arazzi, poichè tutto quello che si vede in Italia fa moda per loro, e imitano con quello che hanno. Il freddo è pungente, non ricordo un freddo simile da quando sono nata, d’altra parte da li a pochi giorni ha cominciato a nevicare.. e la città grigia coperta di bianco è molto carina. Il nostro viaggio in Moldavia ha tinte nostalgiche ma affascinanti.

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Bagno esterno nei paesi della campagna

Il grave problema di questo tipo di vita in paese è il bagno, solo chi ha lavorato tanti anni in Italia ha il bagno in casa, difficile riuscire a farlo senza un capitale di supporto, gli stipendi lì sfiorano le 200 euro (i grandi stipendi, la maggiorparte percepisce 50 euro al mese), raramente di più se non con aziende estere. Una vita rurale, vigne, patate, noci e poco altro a sostenere l’economia rurale del posto. L’avventura  del bagno è terribile per me, ma le opzioni sono due, accettare di entrare nel bugigattolo maleodorante con buco a vista, o immergersi nel gelo con i lupi che ululano di lontano e accucciarsi. Supervalentina sceglie di danzare con i Lupi, ed è stato come tornare piccolina, nella casa di montagna di un prozio che aveva deciso di diventare barbone per noia e pigrizia e il bagno non l’aveva mai finito.

Onestamente, lavarsi dentro un catino, controllare che una pecora non sia troppo vicina mentre fai pipi’ e non avere il bidet è un’esperienza  che basta un giorno o due, poi devi scappare. Siamo scappati, con affetto parlando, verso la capitale dove abbiamo trovato un appartamento molto carino, al 5 piano senza ascensore e un simpatico ragazzo, Vlad, che era stato in Italia a lavorare e conosceva un po’ la lingua. A Chisinau ti senti un re, uno stipendio medio italico può permettere una bella vita li, i ristoranti per quanto stellari siano non tirano mai delle cantonate bestiali, si spende dai pochi euro per mangiare, ai 30 euro (è stata la cifra massima, prendendo una bottiglia un pò più costosa della media, si, ma in uno dei 5 posti dove vanno le autorità, i ministri, ecc..). Fastfood in ogni angolo, la catena Andy’s pizza per loro è un po’ come il Mc da noi, carne di ottima qualità (anche se io non la amo mi dicono di si), costi generali sotto la media di quel che ho visto in giro.  Lì convengono i taxi, o i bus da 2 leu a corsa (18 leu sono un euro) e che girano bene la città una volta capiti.

Alcuni palazzi sono d’interesse storico, ma anche la capitale ha questa atmosfera da limbo, un  paese a metà tra la Russia e l’Europa. Il grande mercato è da visitare, una quantità di verdura, frutta e di  venditori di miele, ad ogni angolo c’è una donna vestita in abiti tradizionali che vende un pollo di casa, a volte sono le rom che imbrogliano, comprando i polli di grandi allevamenti e mettendoli a bagno nei coloranti per mostrare la carne simile a quella allevata in casa, è capitato a noi di aver messo il pollo sotto l’acqua e da un colore tendente al giallo è tornato rosa pallido. Vestiti, scarpe, borse, tutte cose che potrebbero andare di moda se tornassimo indietro di 20 anni. Certo, ci sono anche negozi moderni ma sono pochissimi.  Stefan Cel Mar, il grande Stefano, è la strada principale che attraversa la città dall’arco di trionfo, al termine di questo vialone si passano locali, ristoranti (si mangia bene) e banche, di banche ce ne sono moltissime, segno che capitali stranieri ce ne sono, parrebbe infatti che la Moldova sia la lavatrice dei soldi europei, ma non si deve dire, anzi chiedendo sembra tutto impossibile da fare.

Questo viaggio in  Moldavia era un viaggio in parte di lavoro, ma eviterò vi parlarvi della noiosissima ricerca di traduttrici certificate, notai e quant’altro, ne parlerò in un secondo articolo dedicato ai paradisi fiscali. Tutto in Moldova costa meno, e vorrei ben vedere visto che lo stipendio di una impiegata nel pubblico non supera i 200 euro,  e visto che un atto notarile con 30/40 euro lo fai. Paese che vai, valuta che trovi, lì però si trova una realtà cuscinetto, da pochi anni la lingua nazionale è il romeno, identico a quello parlato dalla Romania ufficialmente, ma pare che nella parlata del volgo sia una forma dialettale. Molti però ancora parlano il russo, le persone ci raccontavano infatti delle scuole fatte in russo, delle istituzioni in stile russo, di quei servizi che la Russia offriva da grande madre.

Un esempio pratico è il piccolo paesino in cui abbiamo dormito un paio di notti, distretto di Calarasi, un paese concettualmente all’avanguardia negli anni del comunismo, la mamma Russia infatti prevedeva pur avendo pochi abitanti, un cinema/teatro, due alimentari, la posta, la banca, il mercato contadino, i bar (eh si, li si sciacquano la bocca con la vodka) e molto altro a misura d’uomo, per aiutare le famiglie, addirittura due ospedali, e ancora la lavanderia, i bagni pubblici con l’acqua calda, e tanti piccoli servizi utili. La caduta del comunismo si conta dallo stato di degrado di tali strutture; non essendoci più fondi piano piano le istituzioni hanno abbandonato un popolo, cambiandone la lingua, cambiandone gli usi, obbligando una diaspora che ha portato a noi italiani forza lavoro nelle famiglie. Colf e badanti moldave che lasciando i figli e il marito (spesso ubriacone) vengono a lavorare per curare i nostri vecchi e si fa presto a capire perché, uno stipendio che raramente un’italiana, addetta all’assistenza accetterebbe per un full time di 24 su 24, da 800 euro poco più  spedito con Moneygram alla famiglia moldova è manna dal cielo.

Passeggiando per la strada di terra battuta infatti si contano le case con la recinzione a posto..”questa è venuta in Italia 12 anni, vedi ha fatto un bel recinto, questo lenio è costoso..” oppure lo si capisce dalla macchina, dalla quantità di animali e via dicendo.

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Recinzioni folk della Moldova

In pochi anni si può sistemare una casa, e li la terra non manca. La casa della nostra amica è stata comprata 8 anni fa per 4 mila euro, un affare perché la terra del campo è buona per le patate e i pomodori. Lo scarico dei bagni, per chi ce l’ha, è spesso in strada, la mia amica dice che ora li denuncia tutti, compreso quello che ruba le lampadine dei lampioni perché non lo vedano uscire col cavallo.

Ci porta anche la domenica mattina al mercato del piccolo paese, un mercato di bestiame, dove le compriamo due maialini, Maia e Lino, infreddoliti e spaventati, sappiamo che lei li terrà bene perché ama molto gli animali e li rispetta, ma un vegano impazzirebbe in una situazione simile perché li c’è davvero fame e non uccidere il maiale a novembre è un disprezzo per la cultura locale. C’erano anche le nutrie, animali a metà tra un castoro e un ratto, qualcuno lì li mangia. Questa è la miseria ma è anche la decrescita felice di cui avremmo tanto bisogno.

La Moldavia è verde, andrebbe visitata di estate, si ha la sensazione di essere immersi in una grande valle, zone collinari e boschive, legna in gran quantità. Ma la vita è difficile, per chi non ha parenti che lavorano all’estero, le pensioni sono ridicole, se non produci il tuo cibo finisce che non puoi fare nulla in inverno. Molti moldavi che devono stare li si occupano delle noci, la raccolta delle noci è un buon business, ne raccolgono di frodo o per delle cooperative. Il sistema collaudato prevede che le noci siano di tutti, ma alla fine le persone che te le comprano pagano una sorta di “tassa” e sono in regola.  Per la legna invece, di proprietà di qualcuno sempre, è previsto il carcere in caso di furto. Tutti nel paesino ricordano l’uomo che fu accusato di aver rubato 8 galline in 3 anni dal suo fattore, è stato anni in prigione, e delle prigioni moldave bisogna aver paura, niente di più di una tavola marcia su cui dormire e un pasto schifoso. Le leggi ci sono, e sono anche molte, vanno rispettate, o la galera è assicurata, non funziona come in Italia anche se il grado di corruzione è pari. Quindi si al viaggio in Moldavia, ma occhio a non fare l’italiota.

E’ gente semplice quella moldava, gente a cui è stata tolta un’identità nazionale, gente alla deriva se non potesse contare nella diaspora, c’è qualcuno che spera che l’Europa rifaccia le strade, porti grandi investitori stranieri, ma resta un paese arretrato per molti aspetti: per capirci il colosso dei wallet elettronici, Paypal, non opera in Republica Moldova perché le leggi e la burocrazia sono pesanti. Si può fare tutto, ma devi conoscere bene le persone giuste e pagare il giusto. Tuttavia diverse aziende italiane hanno trasferito li la loro sede fiscale. Ma prima è consigliato un lungo viaggio in Moldavia per capire bene. Noi ci siamo stati un mese, e non è bastato a garantirci di non essere fregati.

Il vino è buono e generoso, fonte di reddito perché di vigneti ce ne sono molti, percorrendo la strada principale si vedono ettari ed ettari di coltivazioni, e per ogni tot di terra c’è una casetta di avvistamento, per il custode che deve vigilare. Dove non c’è il custode mancano i pali che reggono le vigne, li rubano e li rivendono, d’altra parte in qualche modo di deve arrivare a fine giornata no? La legge non prevede che si possa comprare terreno agricolo, vigne men che meno, ma si stipulano affitti anche per decine di anni o si sceglie un prestanome che per uno stipendio bassissimo terrà per te la proprietà. Varrebbe la pena investire in attività in Moldova, soprattutto attività legate alla terra, ma la posizione non risulta strategica in questo periodo di guerra nella vicina Ucraina, e forse a breve il viaggio in Moldavia potrà incontrare difficoltà enormi.

Perché un viaggio in Moldavia? Perché no? Il mondo è tutto da visitare, si possono e si devono capire le persone che vengono a contatto con la nostra realtà che è ancora una bolla sociale, dove tutti hanno il bagno in casa e l’elettricità, dove spostarsi non è un grosso problema, e mangiare nemmeno. Prendere atto che alcuni posti con il comunismo funzionavano meglio che con la repubblica, che si può essere felici con poco, o con meno. Le grandi feste dei moldavi sono piene di vino e patate, la cultura comunitaria, l’aiuto che si da al vicino sono cose vissute nella nostra civiltà contadina, e oramai perse. Il rispetto per la natura, per il cibo sono cose che vanno insegnate ai nostri figli e non vengono naturali. Ci tornerò in viaggio in Moldavia? Non lo so, mi piacerebbe senz’altro, se non altro per vedere quanto sono cresciuti i miei due maialini.

Viaggio in Moldavia

Maya e Lino finalmente a casa

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Mercatino Siberiano in Chisinau

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Interno di una casa in paese

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Il mercato della domenica

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Mercato grande della frutta a Chisinau

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Taxi per il mercato contadino

Viaggio in Moldavia tra ricordi e fascino decadente. Repubblica Moldova, l'Italia degli anni 50. Specifico che questo Viaggio in Moldavia, o Moldova, come preferite, aprirà la categoria dei viaggi che saranno descritti come racconti, questa non è tutta la Moldavia, vi prego di non leggerla in chiave critica, io ho voluto scrivere questo racconto non in disprezzo alla povertà di "alcune realtà" della Moldavia. In Moldavia infatti esistono monumenti belli, locali alla moda, catene di ristoranti, le cantine più grandi d'Europa, e persone che hanno costruito e ricostruito le loro case con bagni in casa e ceramiche di pregio, così come tutti i comfort modello europeo. Rispetto alle persone, ho evitato di scrivere gli aspetti negativi, la truffa subita in termini lavorativa proprio perchè appartengono a una realtà cosmopolita, tra l'altro per molti aspetti gestita da italiani, i moldavi che ho conosciuto, come il padrone di casa a Chisinau e la sua bellissima famiglia, o la mia amica e i suoi conoscenti, mi hanno riportato a una forma di accoglienza che RARAMENTE in Italia si può trovare, con il gusto autentico di chi non vive nella cultura dello spreco, delle culture contadine e molto altro. Per organizzare il vostro viaggio potete comprarvi una guida qualsiasi, googolare o andare in agenzia, ma ci sono viaggi male organizzati che restano comunque nel cuore e questi racconti hanno lo scopo di voler passare le emozioni più che i fatti. E questo viaggio in Moldavia lo conserverò nel cuore per sempre. Viaggiare per andare negli alberghi a 5 stelle, senza contatto con il popolo, con le abitudini reali non ha senso, almeno per me. Partire è un po' come morire? Per qualcuno è così, chi ha la sensazione che non sia mai tutto a posto, che ci si dimentichi qualcosa, che si verrà arrestati in aeroporto è un tormento. La notte prima della partenza non dormo mai bene, mi sveglio con ansia e penso che l'aereo cadrà. Non è mai successo, e di recente ho scoperto che è più facile che io muoia cadendo dal letto che non prendendo un'aereo. Allora partiamo, in viaggio per la Moldavia, uno dei paesi meno visitati al mondo, credo settimo nelle classifiche. Perchè la Moldavia? Perchè la donna delle pulizie arrivava da quel paese, dove tutto nei racconti fa ricordare l'Italia anni 50, e perché alla ricerca di nuove terre da vagliare come eventuale casa. Lo sapete che in Italia si lavora al 70% per pagare dei contributi fiscali vero? Non tutto il mondo è così, in Moldova si paga molto meno ma questa è un'altra storia che merita una pagina a sè visto che la scelta di aprire una società in Moldavia è un business garantito per chi te la apre, e non per te... seguitemi per saperne di più. La partenza per il nostro viaggio in Moldavia è da Treviso, ci sono diverse linee aeree ma noi abbiamo preso Air Moldova, non capisco onestamente perché esistano le compagnie 'high cost' quando con lo stesso mezzo e…

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La Moldavia tra vecchi ricordi di un mondo contadino e differenze culturali molto profonde.. ci andresti in viaggio?

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'Viaggio in Moldavia, est Europa' have 8 comments

  1. @ 4:09 pm FIODOR

    DESCRITTO BENE ,MA IL FINALE E VERAMENTE INDECENTE ,CREDO CHE VALGA LA PENA TORNARE IN MOLDAVIA NON SOLO PER I MAIALINI…..

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    • @ 7:06 pm Io

      Grazie Fiodor di aver letto il mio racconto sulla Moldavia! A te è piaciuta? Proprio in questi giorni sento un po’ di nostalgia per quelle terre, chissà che non ci torni presto davvero e chiaramente non per i maialini 😀 Un salutone!

      Reply

  2. @ 11:17 pm Denis

    Descrizione penosa, la Moldavia è molto ma molto altro, si vede che le persone che ti hanno fatto da guida non sono molto informate!!!
    E te lo dice un moldavo!

    Reply

  3. @ 1:33 pm Doddy

    I tappetti vengono messi sulle pareti non al posto degli arazzi…ma perchè la Moldavia è un paese freddo in inverno per questo vengono messi i tappetti che servono a riscaldare le pareti, la casa….

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    • @ 7:13 am Redazione

      Grazie della spiegazione, effettivamente ha senso che sia per isolare un tantino i muri per il freddo (ne ho patito tantissimo durante il viaggio) ma tutto sommato a colpo d’occhio l’effetto è molto caratteristico..

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  4. @ 10:41 pm Olga

    Il racconto è interessante ma il bagno fuori e le case così vecchie sei andata proprio a cercarle . Visto la politica in Moldavia di sicuro ancora trovi il bagno fuori ma proprio in paesini sperduti . Oltre alla povertà abbiamo tradizioni e valori in famiglia che in Italia non sanno nemmeno che esiste purtroppo . Siamo amichevoli e buoni 🙂 .Diciamo che noi abbiamo tanto da imparare dall’italiano ma anche gli italiani prendono la loro parte in qualche modo. Nelle immagini vedo tutto vecchio e povero. Io avrei pubblicato almeno altri posti che sono carini come ad esempio la cantina più grande del mondo “Milestii Mici” , Monasteri etc .Complimenti comunque per il fatto che ha scelto piuttosto un viaggio ecosostenibile (a contatto con le persone e alloggi locali ).

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    • @ 6:51 am Redazione

      Grazie del tuo commento Olga, mi ha fatto molto piacere. Ci sono moltissime cose in Moldavia perfettamente europee, case ristrutturate in stile, bagni interni, locali alla moda, pub londinesi, monumenti e tanto altro. Il mio è un racconto di una parte di viaggio che mi ha colpito di più, sono stata pochi giorni a contatto diretto con la realtà che la mia amica sta ancora vivendo, non tutte le case sono senza bagno, hai perfettamente ragione, questo è un paesino del distretto di Calarasi, non è un centro importante, e nei paesini come questo la qualità e le possibilità della vita sono dettate dagli stipendi che si portano a casa, moltissime donne partite per l’Italia hanno sfruttato al meglio il denaro dei loro sacrifici lavorativi per costruire una bella casa, sistemare l’intera famiglia, naturalmente per chi vive di stipendio Moldavo non è facile, perchè le cose comunque costano, non è che rifai un bagno per una manciata di fagioli. A me è piaciuto molto, devo dirti che forse questa realtà contadina, difficile da trovare in altri posti, è la cosa che mi ha fatto più malinconia, per la bontà delle persone, la loro generosità e l’aiuto reciproco. Spero di tornarci per visitare il resto della Moldova, essendo li per lavoro non potevo girare troppo, e mi mancano molte cose.

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  5. @ 9:42 am Piero

    Sono stato in Moldova nel 2015..ho girato in lungo e in largo e devo dire che c’è molta miseria..purtroppo…
    avevo preso in affitto un appartamento in Strada Tighina..appartamento con un bel bagno e tutte le comodità…10€ al giorno..facevo un pò di spesa ogni giorno,ma avevo portato dalla Sardegna 10 Kg di pasta Barilla, 10 Kg di Pane spianata Sarda e pane carasatu…Formaggio e salsicce,,cafè Lavazza Qualità Oro,,Ricordo che faceva molto freddo e ho dovuto comprare un giubbotto più pesante al mercato all’aperto, giubbotto di marca pagato 7€, un enorme mercato dove si trovava di tutto..frutta,verdure,abbigliamento, aghi e filo,scarpe e roba usata…comunque ci tornerò presto. Una bella esperienza..Piero il Sardo

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