Siteground, esperienze, problemi e falle.

Siteground problemi ed esperienze.

Per quale motivo sconsiglio il piano GrowBig che vende multi-siti ma che in realtà vi mette nei guai.

Devo scrivere questo articolo per mettervi in guardia : “non è tutto oro quel che luccica!”. Parliamo di siteground, ma specialmente dei problemi di Siteground,  l’host famosissimo perchè in molti, davvero molti, abbiamo pubblicizzato (sarà perchè paga bene l’affiliazione?).  Io faccio una premessa, doverosa, il motivo per cui Siteground inizialmente mi aveva lasciato contenta era legato alla velocità del sito.  Non me ne intendevo molto, e resto una estranea ad argomentazioni da sistemisti, tuttavia è semplice capire perchè i miei siti volavano, e con il famosissimo host italiano di cui non faccio il nome (inizia con la A e finisce con ba:D ) no…tutto sta in cloudflare, sistemi di cache e via dicendo, che ben impostati effettivamente fanno la differenza.  Passiamo alle cose a cui vi prego di fare molta attenzione, perchè a me è venuta l’orticaria.

I problemi di Siteground sono problemi secondo me risolvibili, solo se c’è l’interesse di risolverli..

Start up o GrowBig??? Che differenza passa tra i due? Una sola differenza, lo Startup lo paghi tot e ti concede un dominio, Growbig invece ti permette di avere multisiti, ovvero non il tuo dominio e basta, ma se ti capita di comprare dei siti da restaurare, se ti capita di voler fare un ecommerce etc etc, allora lo puoi fare senza dover spendere i soldi di un piano singolo per ciascun dominio. Il termine MULTISITES è PERò UN TERMINE SBAGLIATO!!!! Possiamo parlare di una truffa semantica? Non lo so, sta di fatto che non è specificato. Sapete come gestisce i vostri “ulteriori siti” Siteground? Ve lo spiego subito.

Ci sarà un dominio primario, che altro non è che il primo sito con cui acquistate il piano host, successivamente ci saranno altri siti che però, senza che voi lo sappiate preventivamente perchè NON E’ SPIEGATO, saranno degli Addon, addon è un termine difficile da tradurre letteralmente, io direi delle “aggiunte”. Ok, fin qui nessun problema vero? Beh, certo, fintanto che non emergono problemi i siti funzionano, ma dovete sapere che questi addon automaticamente creano dei sottodomini. Un esempio: supervalentina.com è il mio blog, nonchè sito primario, se io comprassi un dominio quale “caniegatti.com” il risultato sarebbe che la url “caniegatti.supervalentina.com” aprirebbe un sottodominio, che è una coppia del dominio aggiunto. Un casino vero? A tutti gli effetti google potrebbe dirmi che ho un sito duplicato, perchè risponde a due url diverse ma che portano allo stesso contenuto. Insomma, la cosa si fa intricata, pensate di averne 10… Il bello viene quando, come successe a me pochi mesi fa, ti becchi una bella code url injection. Li’ devi pregare la Madonna Incoronata, perchè essendo una struttura piramidale, l’iniezione può tranquillamente contaminare tutti i sottodomini/addon. Non è finita qui….fate una prova se avete sta disgrazia, una prova con filezilla, un aggiornamento del template o cose simili…vedrete che casino è questa gestione di scatole cinesi. Volete disfarvene? Preparatevi a ridere, perchè i ragazzi della chat, non una ma DUE volte, (due su due è da premio) dimostrando di non avere ben chiara la questione dei sottodomini/addon, per spostare un addon sono riusciti a mescolare i temi. Cosa noiosa se ci tenete alla privacy o per altri mille motivi. Certo, alla fine aggiustano, ma non senza un gran sbattimenti.

Ulteriori problemi di Siteground.

Non voglio demolire un’azienda, questo no, ma informarvi ed evitarvi un bel po’ di tempo nella comprensione. Ultimamente ho cambiato template di un sito che macina circa 20 mila visitatori unici al mese. Bene, il cambio tema è stato testato, quindi diciamo tutto a posto, ma il giorno del cambio, nell’installazione, il caos più totale. Ho iniziato con un ticket il giorno precedente poichè l’account ftp sembrava non essere autorizzato, così mi hanno consigliato di cambiare password e magicamente si è sistemato. Il giorno seguente il template non riesce ad installarsi, eppure avendolo provato in altri domini non dava problemi. Questo ha compromesso il sito per ben 3 giorni, 3 giorni nei quali ho perso clienti, e senz’altro fatto una brutta figura. La cosa più snervante è stata la conversazione con Siteground, per carità i ragazzi della chat sono sempre veloci a rispondere ma non c’era verso che riuscissero a capire qual’era il problema, nonostante dicessi loro in ogni risposta che l’errore dato era un 503, ed era evidente che ci fossero settaggi scorretti.

Voi potrete pensare che sia io a mancare di precisione, ma devo dire che alcuni di questi problemi sono stati riscontrati da un programmatore a cui ho dato dei compiti e che risulta essere molto preparato, lui stesso ha dovuto ricorrere alla chat di Siteground per problemi di accesso ftp, e il “cambio password” con reset delle credenziali dell’account, è un qualcosa che in un anno è accaduto almeno 5 volte. Se non è evidente che ci sono problemi, allora la matematica è opinione.

Dopo tre lunghissimi giorni durante i quali ho perso tempo e pazienza, l’errore 503 è stato risolto, a detta loro da riconfigurazione del file htaccess (dopo suggerimento del programmatore del tema) , ma permane un errore in una delle pagine che gestiscono gli utenti e a cui ho momentaneamente rinunciato. Cambierò naturalmente host per quel progetto, ma per tutelarmi dovrò assumere un sistemista che segua la migrazione perchè a questo punto è matematico che emergeranno dei seri problemi con tutti i rischi annessi. Onde per cui, ricapitolando, Siteground dimostra di avere problemi nella gestione di questi multisiti, o il problema è nella formazione dei suoi dipendenti, ma è un host che va bene per traffici modesti e siti senza grandi richieste. Peccato, perchè a mio modesto parere hanno voluto investire nella quantità, e non nella qualità e nella cura del cliente.


'Siteground, esperienze, problemi e falle.' have 4 comments

  1. @ 2:00 pm Rodolfo

    Sacrosante parole, condivido e divulgo

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    • @ 11:21 am Redazione

      Felice di sapere che non sono l’unica sfortunata. L’ultima che mi hanno fatto, è stata quella di oscurare un paio di siti che ho in gestione, a detta loro per ” eccesso di accessi “, il limite dovrebbe essere 20 mila utenti, siteground sostiene che in quel giorno ci siano stati quasi un milione di accessi. Mandando loro screenshot di analytics, che dimostravano accessi non superiori a 10mila utenti unici (e comunque non tutti assieme) si sono ridimensionati, dicendo che probabilmente è un errore. Peccato si debba sempre nominare la parola “lettera avvocato” che funziona ancora…ma l’azienda mi ha molto deluso.

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  2. @ 8:46 am Edo

    Ciao Valentina !
    Ho letto ora il tuo interessante articolo.
    Pero’ non ho ben capito il discorso degli addon e subdomain.

    Facciamo un esempio :
    Attivo account growbig con http://www.miosito.com e inoltre acquisto http://www.miosito.it .
    Prendendo in esame questo, supponiamo i due casi :
    1. i due domini devono puntare allo stesso contenuto (es sito in italiano)
    2. i due domini puntano a due versioni diverse dello stesso sito (versione inglese .com e vers ita .it).

    Ecco, considerando questi due casi come due obbiettivi che vorrei raggiungere, potresti rispiegare il/i problema/i riscontrato con Siteground ?

    Grazie !

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    • @ 2:37 pm Redazione

      Ciao Edo.
      Intanto ti sconsiglio di creare addon, nel tuo caso non ha nemmeno troppo senso, tanto anche se tu vuoi il tuo miosito.it e crei questo addon, siteground automaticamente crea anche il sottodominio e avrai due versioni dello stesso sito, rischio alto, da evitare. Crea a questo punto un semplice sottodominio, it.miosito.com (versione italiana) che poggia su miosito.com (versione inglese). La scelta dei multi lingua la puoi fare così o con una sottocartella.
      Aquesti doppioni si aggiunge negli ultimi giorni la genialata di siteground di aggiungere carne al fuoco del Kaos….hanno buttato fuori per tutti i loro siti la versione in https contestualmente a quella in http, sempre con il rischio che google indicizzi tutte e due. Non aggiungo altro, anzi…aggiungo che se almeno l’assistenza sg era veloce con la chat in inglese, ora con il server italiano e assistenza italiana ci vorrà molto tempo per fare qualsiasi cosa. Da ieri tento di spiegare a un tipo dell’assistenza che il sito esiste, che ha i dns puntati, ma sembra non recepire, prevedo giorni di sbattimento onde evitare che cancellino erroneamente tutto!

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